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Nessuna regola – The game

the game
30
Mar
Pubblicato il 30 marzo 2017 in Filmografia, da

Nessuna Regola (titolo originale The game), è il terzo film diretto dal grande David Fincher, regista di capolavori tra cui si ricordano Il curioso caso di Benjamin Button, The social network, Panic Room, Fight Club, Seven, Zodiac, Alien 3, nonché i più recenti Millenium - Uomini che odiano le donne e L'amore bugiardo.

the game locandinaTitolo originale: The Game
Titolo in Italia: Nessuna regola
Data di uscita: 1997 (Italia)
Regista: David Flincher
Genere: Mistero/Drammatico
Attori: Michael Douglas, Sean Penn, Debora Kara Ungher, James Rebhorn, Carrol Baker

Uscito nel 1997, Nessuna Regola ha riscosso un discreto successo tra il pubblico, vincendo anche una nomination ai Saturn Awards del 1998 come miglior film d'azione/avventura/thriller e la trama è un ottimo spunto per comprendere il funzionamento della logica di gioco di una escape room, pur se su scala diversa.

Vanta un cast stellare in cui, a brillare di luce propria, è senza dubbio il pluripremiato Michael Douglas, che veste i panni dell'umbratile protagonista. Nicholas Van Orton è un presuntuoso consulente finanziario divorziato, assetato di soldi e ossessionato dal suicidio del padre, gettatosi dal tetto quando lui era poco più che un bambino.
La scelta dell'attore è stata calzante: Douglas è a dir poco eccezionale nell'interpretare questo cinico e disilluso personaggio che odia le sorprese, abbraccia la monotonia ed è capace di mettere in secondo piano gli affetti e i sentimenti per erigere a padroni indiscussi della sua esistenza l'interesse capitalistico e la sete di successo. Ben presto, però, Nicholas dovrà fare i conti con una realtà criptica e visionaria destinata a scombussolare la sua vita piatta e tranquilla. In occasione del suo quarantottesimo compleanno, il fratello Conrand (Sean Penn) decide di fargli uno stranissimo regalo: una tessera d'iscrizione ad un misterioso club chiamato Consumer Recreation Services (CRS).

Si tratta di una società che mette in scena giochi di ruolo, ma è davvero così? Il nome, la cui traduzione letterale è Servizi Ricreativi Consumatori, appare tutt'altro che casuale e privo di significato, se si tiene conto del fatto che Fincher si è sempre dimostrato molto critico nei confronti della nuova società americana; una realtà del benessere, del falso sorriso, del successo a tutti i costi, della spettacolarizzazione hollywoodiana della vita.

Forse questa tessera rappresenta la possibilità di trasformare la società dei consumi (incarnata da Nicholas) in qualcosa di diverso, che possa prendere coscienza di sé stessa e ricrearsi, appunto. Fatto sta che le interpretazioni potrebbero essere infinite, come sempre accade a quanti provino a dare un senso univoco ai film di questo straordinario regista. In ogni caso, dal momento in cui il protagonista riceve il misterioso regalo, lo spettatore non può più fare a meno di conoscere la storia, restando letteralmente incollato allo schermo. Una sorpresa costante, un susseguirsi di scene inaspettate e ai limiti dell'assurdismo faranno frammentare la narrazione in tanti pezzi, che soltanto alla fine della storia troveranno la giusta collocazione, come la somma della soluzioni agli enigmi di una stanza della fuga, che permettono di aprire la porta che preclude verso l'esterno. All'interno di questo puzzle apparentemente destrutturato emerge l'incredibile talento di Deborah Kara Unger, nota per aver dato un volto ad oscuri personaggi ideati da registi come David Lynch e David Cronenberg, che hanno fatto dell'inquietudine e della suspance una regola imprescindibile.

Insomma, tre registi omonimi legati tra loro da scelte condivise, seppur mirate all'ottenimento di risultati assai diversi.
L'attrice dagli inconfondibili lineamenti nordici veste ora i panni di una donna dal carattere impenetrabile e dualistico: l'affascinante Christine, il cui ruolo resta ambiguo fino alla fine. E di certo Sean Penn non è da meno. Nominato per ben cinque volte all'Oscar come migliore attore e vincitore di due statuette, l'attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico fa qui sentire i suoi anni di esperienza e non si sottrae dal mostrare le sue incredibili doti recitative. Anche Conrad, così come Christine, è un personaggio enigmatico, quasi bipolare. Fa il suo ingresso in scena come un anticonformista ribelle in analisi psichiatrica che, a differenza di suo fratello, rifiuta categoricamente di seguire le regole della collettività. Prende appuntamento con la segretaria di Nicholas dando un nome falso che il fratello riconosce, decidendo di incontrarlo il giorno dopo, in occasione del suo compleanno. Al ristorante Conrad ha comportamenti sconvenienti, fuma anche se è vietato farlo e ha un atteggiamento irriverente. Quale segreto nasconde? Il mistero è la colonna portante dell'intero film, che non smette di incuriosire chi lo guarda, dalla prima all'ultima scena. Del resto i padri della sceneggiatura sono John Brancato e Michael Ferris, noti per aver lavorato a film quali Into the Sun, The Net, Terminator 3, Terminator Salvation e Il mondo dei replicanti, storie fantascientifiche e distopiche che trascinano lo spettatore fino a farlo sentire parte integrante delle scene.

Lo stesso accade con The game, film assolutamente riuscito, seppur non accolto dalla critica e dal pubblico al pari del precedente Seven e del successivo Fight Club. La tessera che Conrad regala a suo fratello cos'è? e cos'è la CRS? Si tratta davvero di una società che mette in scena giochi di ruolo? Tutto è in bilico tra realtà e finzione e, proprio quando sembra che la verità stia per venire alla luce, un nuovo colpo di scena ribalta la situazione. Anche qui i tratti distopici non mancano: gli associati del club si caricano di tratti inquietanti e minacciosi e ad un certo punto non si riesce più a comprendere chi sia dentro e chi, invece, resti fuori dall'arcana società. Siamo inghiottiti dall'universo parallelo della CRS e dal suo gioco senza regole.

Ogni personaggio, all'infuori di Nicholas, sembra recitare una parte nella parte, muovendosi all'interno di un metafilm che non smette di generare interrogativi. A dare un ulteriore tocco di classe all'ineccepibile trama firmata da Brancato e Ferris sono le colonne sonore di Howard Shore che, oltre ad aver composto le colonne sonore de Il Signore degli Anelli, collabora da sempre con David Cronenberg.

Le colonne sonore di The Game sono lugubri al punto giusto e si adattano ad ogni singola scena in modo a dir poco perfetto, suscitando la giusta dose di tensione. Insomma, una pellicola da pelle d'oca, per usare un gioco di parole. La visione del film è consigliata davvero a tutti e, in special modo, agli amanti del thriller, del noir e del fanta-action. Non riuscirete più a scollarvi dallo schermo.

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Pino Galvagno
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