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I Goonies

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Mar
Pubblicato il 16 marzo 2017 in Filmografia, da

I Goonies sono un film cult degli anni '80 che ha esaltato la fantasia e la voglia di scoperta almeno quanto Indiana Jones, per tutti coloro che in quel periodo e anche dopo hanno avuto il piacere di guardarlo e per questo ha ispirato nella realizzazione di Escape Room dedicate.

I goonies locandinaTitolo originale: The Goonies
Titolo in Italia: I Goonies
Data di uscita: 1985
Regista: Richard Donner
Genere: Azione
Attori: Sean Astin, Josh Brolin, Jeff Cohen, Corey Feldman, Kerri Green, Martha Plimpton, Jonathan Ke Quan, John Matuszak, Anne Ramsey, Robert Davi

I Goonies sono lo specchio di una generazione che aveva piacere a guardare film di altissimo livello, specie nel caso dell'avventura e del genere fantasy. Non a caso proprio nell'anno in cui andò in onda il film, che porta la firma di Steven Spielberg (il 1985) uscirono i più bei film dello stesso genere e simili che la storia del cinema abbia mai avuto: 2 su tutti "Ritorno al futuro" e "Fantasy".

I protagonisti sono dei ragazzini che abitano in un quartiere povero dell'Oregon, Astoria, che è chiamato anche "Goon Docks" e proprio da li deriva il nome del gruppo.
In realtà il significato di "goonies" è letteralmente "sfigati" ed è per questo che uno dei protagonisti lo ripete spesso.
Il contesto sociale dove nasce una storia fondamentalmente semplice, ma che fa presa sull'immaginario collettivo del pubblico, è quello di una zona basso borghese, che i ragazzi stanno per lasciare in quanto le loro case, infatti, verranno demolite per costruirci un campo da golf. I loro genitori, però, non riescono e non possono opporsi in alcun modo.

E' in questo frangente che si comincia a fare il tifo per questo gruppo di ragazzi "normali", che vivono la loro infanzia all'insegna di una amicizia che, probabilmente, solo a quell'età riesce a essere così forte e importante.

Dove inizia l'avventura

L'avventura dei protagonisti, tutti fortemente caratterizzati ma con un'indole che collima perfettamente, nonostante le sfuriate, le parolacce e a volte anche una punta di crudeltà, comincia dal rinvenimento di una "mappa del tesoro". È Mouth che riesce in qualche modo a decifrarla perché è scritta in spagnolo. Il gruppo quindi, con l'aiuto di Brand, fratellone di Mikey e insieme alla fidanzata, vanno verso dove li porta la mappa. Si tratta di un ristorante abbandonato sulla scogliera di Astoria, ma al suo interno trovano una banda di malviventi ,"I fratelli", con una madre senza scrupoli, i quali tengono nascosto e incatenato un loro fratello deforme, che poi diventerà complice dello scalmanato gruppo di ragazzini.

In realtà la figura dei genitori in questo film è pressoché assente, come nella maggior parte di film di quegli anni dove ci sono un gruppo di ragazzini protagonisti. Il senso probabilmente di questa "quasi-assenza" è per far calare lo spettatore in quella beata età dove l'orologio non si guarda, dove non si vorrebbe mai tornare a casa, dove si fanno le prime scoperte che preparano al mondo adulto, compresi i primi sentimenti amorosi. Si tratta di quel mondo da bambini che molto spesso, una volta cresciuti, si dimentica tra impegni e preoccupazioni.
Eppure questi ragazzini una preoccupazione e anche pesante ce l'hanno e, contrariamente ai loro genitori covano la speranza di poter salvare le loro case e i luoghi del loro quartiere tanto cari e familiari.

Nella narrazione del film sembra quasi che i bambini prendano il posto dei genitori verso le responsabilità che invece non dovrebbero interessarli. Più semplicemente la loro avventura scaturisce da quella speranza incrollabile che probabilmente solo l'ingenuità bambina riesce ad avere. Gli adulti, invece, sembrano ormai rassegnati alla fine delle loro case, che andranno perdute e non muovono un dito per impedirlo, anzi, la madre di uno dei ragazzi avendo un braccio rotto, chiama una colf messicana per farsi aiutare nel trasloco. Curioso come raccomandi alla donna di lasciare la casa perfettamente pulita, anche se verrà demolita.

È qui che si assiste alla prima esilarante scena di una comicità dirompente, che fa comprendere verso dove va il film (cioè un successo strepitoso).

La vena comica

Uno dei ragazzi protagonisti (Mouth) conosce la lingua spagnola, che nella versione non doppiata è l'italiano, e si offre di tradurre quello che la mamma del suo amico vuole dire alla signora messicana. Ne uscirà un dialogo surreale, dove il ragazzo gli raccomanda, tra le altre cose di sistemare per bene la droga nella cassettiera della stanza da letto.
Ogni personaggio in qualche modo ha una sua vena comica, come nella scena dove Chunk, il cicciottello mattacchione del gruppo, deve confessare perché i suoi amici si trovano nel ristorante abbandonato sulla scogliera.
Dopo aver confessato che si tratta di una caccia al tesoro, non creduto, comincia col raccontare tutte le marachelle commesse a scuola e anche fuori, facendo un elenco interminabile di scherzi, dispetti e altre cattiverie, per le quali la banda dei fratelli e la loro madre dimostrano un certo interesse, evidentemente demenziale.

Sono queste parentesi che concorrono a fare di questo film un piccolo capolavoro, che nella sua semplicità cresce nella narrazione, facendo affezionare lo spettatore ai protagonisti e diventando "grande". In realtà la figura dei cattivi è affidata a dei buontemponi con poco cervello, comandati a bacchetta da una madre malvagia, forse l'unica davvero pericolosa. Proprio lei, di fronte alla scoperta del tesoro, che comunque andrà perduto con un'esplosione sulla nave dei pirati, non esiterà a gettare i figli in acqua per appropriarsene.
Ancora una volta ricorre in questo film la figura di un genitore che ha poco a che vedere con l'immaginario collettivo che vuole una madre premurosa verso i suoi figli.

Il mondo dei piccoli appare lontanissimo da quello dei grandi, troppo presi da se stessi, inariditi dall'avidità, dai propri impegni, al punto da non avere quasi alcuna attenzione per il loro vissuto e con sentimenti tiepidi, se non assenti. Si arriva, invece, alle estreme conseguenze e al paradosso che non ammette comunque la "salvezza" per una madre snaturata, che inoltre tiene prigioniero un figlio, avendo plagiato il resto della famiglia.

Le buone intenzioni

I Goonies sono i ragazzini con le intenzioni migliori del mondo, tanto da ingegnarsi in tutti i modi nell'arrivare ad avere quel tesoro e salvare le loro case e le famiglie.
Il simbolo dell'ingegno nei Goonies è di certo Data, in un'epoca dove ancora i computer erano agli albori negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Il piccolo orientale incarnava un pensiero ancora oggi condiviso: la supremazia tecnologica dei giapponesi o comunque degli asiatici.
Nel film è lui che in extremis con le sue idee, il suo ingegno, i suoi gadget riesce a salvare sempre tutto e tutti.
Proprio la sua arguzia, però, lo fa apparire all'inizio del film come quello incompreso, un po emarginato dagli altri che non hanno capito quanto vale la sua intelligenza. Lo scopriranno proprio durante l'incredibile avventura che li vedrà scoprire il passaggio segreto sotto la grata di un camino per arrivare al galeone con il tesoro. Il resto è un susseguirsi di suspence ben calibrata e di buoni sentimenti mai scontati, che oggi invita a rivedere questo film con grande piacere, riportando indietro nel tempo chi si immedesimava in loro a metà degli anni 80.

 

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Pino Galvagno
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